Selynde Hawk Nome: Selynde
Cognome: Hawk
Età: 16 anni
Età dimostrata: 120 anni
Sesso: Femmina
Razza: Vampira
Occupazione: Studentessa al 6° anno, Capo del dormitorio Femminile
Aspetto Fisico: Selynde è alta un metro e settanta. Ha un corpo ben proporzionato con forme generose e seni piccoli. Ha i capelli lunghi e mossi di un color castano chiaro con qualche colpo di sole color miele . Il suo viso appare come quello di una bambola di porcellana o di una bimba. Ha gli occhi color verde con qualche sfumatura di marrone-nocciola e le labbra ben disegnate e carnose. La cosa che colpisce di più di lei stà nello sguardo. Profondo, freddo ma allo stesso tempo in cerca di aiuto. Come quello di una bambina a cui è stata negata l'infanzia.
Descrizione Caratteriale: Selynde è una ragazza tranquilla, studiosa e con ottimi voti a scuola. I suoi 120 anni e il suo passato, le hanno insegnato a non fidarsi delle persone e di valutarle attentamente prima di entrare in confidenza. Per questo a prima vista può sembrare una persona fredda e ostile, ma è solo la paura di soffrire di nuovo che la fa sembrare così. Conoscendola bene però, si può capire che è una ragazza sincera e disponibile, pronta ad aiutare chiunque ne abbia bisogno. E' molto brava a parlare e ad ammaliare le persone con i suoi discorsi. In alcuni casi sà essere una ragazza molto misteriosa, soprattutto quando si tratta di parlare del suo passato e di quello che le è capitato. Dopo 120 anni non ha ancora accettato la sua natura di vampira e per questo a molte volte provato a suicidarsi con scarsi risultati. Nel periodo dell'inverno per una serie di misterioso motivi, attraversa un periodo di profonda depressione in cui molte volte deve nutrirsi con l'aiuto degli infermieri della scuola, che le iniettano il sangue con speciali iniezioni.
Background:"I cigliegi erano in fiore, uno dietro l'altro. Insieme a loro vi erano anche ad alternanza dei fiori di pesco. Era uno spettacolo bellissimo, la primavera era finalmente arrivata. Era il 1889. Ancora lo ricordo come se fosse ieri. Volevo andare al College, studiare e diventare una famosa pittrice. I miei genitori, avevano acconsentito e per questo da un certo periodo, in famiglia si respirava un profumo di serenità. Avevo conosciuto un ragazzo, di nome Zero. qualche giorno dopo che i peschi erano fioriti. Si era trasferito in città con il suo tuttore, perchè i genitori erano stati uccisi misteriosamente davanti ai suoi occhi. Il consiglio della città decise che avrebbe avuto bisogno di un qualche psicologo per superare lo shock subito, ma il suo tutore chiese di poter decidere personalmente chi dovesse occuparsi del figliastro. Lo conobbi vicino ad uno dei peschi e parlammo un pò. Disse che ero molto brava a parlare, a tenere un discorso e per questo mi chiese se potevo occuparmi di Zero, diventare sua amica. Io acconsentii. I primi 4 mesi furono un vero supplizio. Era silenzioso, freddo, spento, sembrava entrato in uno strano stato di come. Io gli parlavo, gli facevo vedere la natura e lo portavo a fare lunghe passeggiate sul mare. Era un bel ragazzo il mio Zero. Ricordo ancora quando mi parlo per la prima volta. Mi sentii come una mamma che sentiva la prima parola del suo bambino. Ero inciampata nel tappeto, finendo con la faccia per terra. Goffa disse in un sussurro, per poi attaccare con una risata flebile ma sincera. Rimasi lì a guardarlo con gli occhi sbarrati. Inverno. Già la primavera era finita, che tristezza. Ma finalmente Zero era tornato quello di una volta aveva detto il suo tutore. Un giovani di diciasette anni nel pieno della vita. Purtroppo però, la felicità non dura a lungo. Ancora gli alberi di pesco e ciliego, ma i fiori non c'erano più. Al loro posto sui rami nodosi si tenevano fra loro cumuli di ghiaccio. Anche la terra era stata ricoperta dalla neve. Non avrei mai dovuto sollevare lo sguardo. Una donna era appoggiata all'albero. Era belllissima, bianca come una statua di marmo e aveva addosso un vestito bianco. I capelli erano biondi quasi bianchi, ma non era vecchia, anzi era piuttosto giovane. Si avvicinò piano a passi leggeri e io rimasi a fissarla incantata. Che stupida. Avrei dovuto capirlo. La voce di Zero che mi diceva di scappare. Non lo sentivo, non capivo più nulla. Zero che si mise davanti a me e poi cadde a terra. La donna gli aveva trapassato il petto con il braccio. Impossibile. Il sangue usciva copiosamente. Caddi a terra in ginocchio. Adesso mi sarei svegliata da questo brutto sogno. Iniziai a piangere. La donna mi si avvicinò piano e si avvicinò al mio orecchio. Il suo respiro era fresco e freddo. Credi in Dio? Mi chiese in un sussurro. Non risposi, ero paralizzata. Poi non sò come, vidi una chiesa sullo sfondo, dietro gli alberi freddi e spogli. Non l'avevo mai notata, anzi non c'era mai stata una chiesa. Com'era possibile? Io, Mary-Rose, ti giudicherò per lui Dopodichè affondò i suoi canini del mio collo. Un dolore indescrivibile. La donna aveva il mio sangue che le colava dalla bocca. Fu l'ultima cosa che vidi, poi l'oscurità mi invase. Quando mi risvegliai sentii uno strano sapore in bocca. Cosa era successo mentre ero svenuta? E dove era finita la misteriosa donna? Quel sapore non mi dava allo stomaco, anzi mi piaceva. Mi piaceva quel sapore di....sangue. Cercai di avvicinarmi a Zero strisciando. Il suo sguardo era spento e il torace non si muoveva al ritmo del respiro. Era morto. Inizia a piangere prendendogli la mano. Alzai lo sguardo la donna era lì. Sulle scale della chiesa. Il suo vestito bianco svolazzava a causa del vento, poi non lo vidi più perchè entrò nella chiesa che sparì poco dopo dalla mia vista. Quella notte fu la più brutta della mia vita. Zero venne sepolto nel cimitero comune della città. Io rimasi vuota e spenta per oltre un mese, come lo era stato una volta lui. Mi odiai e odiai quella donna. Quella donna mi aveva trasformato in un essere orribile. Ricordo ancora quelle sue parole prima di entrare nella chiesa, che nessuno poi ritrovò.
« La bocca del giusto proclamerà sapienza E la sua lingua esprimerà giustizia Beato l'uomo che sopporta la tentazione Perché superata la prova riceverà la corona della vita Signore, Fuoco Divino, Abbi pietà Oh quanto santa, quanto serena, quanto benigna, Quanto amèna, Oh giglio di castità »
Una cantilena senza senso, ma affiscinante e tetra al tempo stesso. Da quel giorno i miei sogni sono tormentati da questa canzone e dalla sua cantante. Da allora non sono più entrata in una chiesa. Da allora non ho più creduto in Dio. Da allora ho odiato me stessa. Da allora sento ogni giorno di più la mancanza del mio Zero."
Curiosità: Selynde ha terrore di tutto quello che riguardi la religione e teme che Mary-Rose, possa ritornare. Ama disegnare. Tutti i suoi sogni (principalmente incubi) sono stati riporttati su carta e questo ha aiutato gli psicologi a capire che la sua mente è molto tormentata. Come strumento sà suonare il Violoncello che, secondo lei, la descrive pienamente. |